SEO

Google Business Profile: come trovare nuovi clienti locali in Puglia

La scheda Google Business Profile è spesso la prima cosa che i clienti vedono. Scopri come ottimizzarla per attrarre più clienti locali in Puglia.

10 Apr 2026·7 min di lettura·Antonio Tufo
Schermata di Google Maps con schede di attività locali su smartphone, rappresentazione di Google Business Profile per PMI pugliesi

Immagina questa scena: un potenziale cliente è fermo sul marciapiede a Foggia, smartphone in mano, e cerca su Google "commercialista Foggia centro". Nel giro di tre secondi vede una lista di professionisti, ognuno con la propria scheda: foto dello studio, orari aggiornati, telefono direttamente cliccabile, valutazioni reali dei clienti. Alcuni hanno più di cinquanta recensioni. Altri hanno la scheda incompleta, senza foto, senza orari, con un indirizzo che non corrisponde. Sai già quale sceglierà.

Questo scenario si ripete ogni giorno in ogni città pugliese, da Lecce a Cerignola, da Brindisi a Taranto. E il punto è che non si tratta di una questione di fortuna o di investimenti enormi: si tratta di Google Business Profile, uno strumento gratuito che determina in modo diretto quanti clienti riescono a trovarti quando cercano un'attività come la tua nelle vicinanze.

Cos'è Google Business Profile e perché cambia le cose

Google Business Profile (fino a qualche anno fa conosciuto come Google My Business) è la scheda che appare quando qualcuno cerca la tua attività su Google o su Google Maps. Non è semplicemente un elenco: è la prima impressione che un potenziale cliente ha di te prima ancora di visitare il tuo sito web, prima di chiamarti, prima di varcare la porta del tuo studio o del tuo negozio.

Quello che molti titolari di attività non capiscono è che questa scheda esiste indipendentemente dal fatto che tu l'abbia creata. Google raccoglie informazioni da fonti diverse e può generare una scheda automatica con dati che potrebbero essere errati, incompleti o addirittura obsoleti. Dal momento che la scheda c'è comunque, la domanda non è "devo crearla?" ma "voglio controllarla io o lasciare che sia Google a decidere cosa mostrare ai miei clienti?"

Nei progetti che seguo con PMI e professionisti pugliesi, uno degli errori più comuni che incontro è proprio questo: l'attività non ha mai rivendicato la propria scheda, oppure l'ha creata e poi dimenticata. Il risultato è che il cliente trova informazioni sbagliate e si rivolge altrove, convinto che l'attività sia chiusa o che abbia cambiato sede.

Perché la visibilità locale su Google è diversa dalla SEO tradizionale

Quando parliamo di SEO locale, stiamo parlando di un meccanismo diverso rispetto alla classica ottimizzazione per i motori di ricerca. Non si tratta soltanto di avere un sito web con le parole chiave giuste: si tratta di apparire nella cosiddetta "Local Pack", ovvero quel riquadro con la mappa e le prime tre attività che compare quando qualcuno cerca, per esempio, "parrucchiere Bari" o "avvocato Taranto".

Secondo una ricerca condotta da Google in collaborazione con Ipsos, il 76% delle persone che effettua una ricerca locale sul proprio smartphone visita un'attività fisica entro 24 ore. Questo dato, di per sé già significativo, diventa ancora più rilevante se consideri che la maggior parte di queste ricerche avviene da parte di persone che non hanno ancora deciso dove andare: stanno scegliendo proprio adesso, in quel momento, e la tua scheda è il tuo biglietto da visita digitale in quella precisa fase di decisione.

Di fatto, per una PMI o un professionista con sede in Puglia, la scheda Google è spesso più incisiva del sito web stesso nella fase di primo contatto. Non perché il sito non conti (e ne ho parlato nell'articolo sull'importanza del sito web nel 2026), ma perché la scheda intercetta l'utente in un momento preciso e con un'intenzione precisa: trovare qualcuno vicino a lui, subito.

Il 76% delle ricerche locali su smartphone porta a una visita fisica entro 24 ore (Fonte: Google/Ipsos)

Il 76% delle ricerche locali su smartphone porta a una visita fisica entro 24 ore (Fonte: Google/Ipsos)

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Cosa devi compilare (e fare bene) nella tua scheda

Molti pensano che basti inserire nome, indirizzo e telefono. In realtà, una scheda ben ottimizzata richiede attenzione a più elementi, ognuno dei quali contribuisce sia alla visibilità sia alla probabilità che chi ti trova decida poi di contattarti.

La categoria principale è il primo elemento su cui concentrarsi: Google utilizza questa informazione per capire in che tipo di ricerche mostrarti. Se hai uno studio legale, selezionare soltanto "avvocato" è corretto, ma aggiungere categorie secondarie specifiche (come "avvocato del lavoro" o "avvocato penalista") può fare la differenza quando un potenziale cliente cerca qualcosa di più specifico.

Le foto sono spesso sottovalutate, seppur rappresentino uno degli elementi più determinanti nel comportamento degli utenti. Uno studio di Google ha rilevato che le attività con foto ricevono il 42% di richieste di indicazioni stradali in più rispetto a quelle senza. Non servono shooting fotografici professionali: bastano immagini chiare, luminose, che mostrino lo spazio, il team e i servizi offerti. Per uno studio commercialista a Lecce come per un artigiano a Cerignola, mostrare il proprio ambiente di lavoro trasmette professionalità e fiducia in modo molto più diretto di qualsiasi testo descrittivo.

Gli orari di apertura devono essere sempre aggiornati, in particolar modo nei periodi festivi o di chiusura straordinaria. Un cliente che arriva al tuo studio perché Google indicava che eri aperto, e invece trova la porta chiusa, probabilmente non tornerà e, nel peggiore dei casi, lascerà una recensione negativa che ti seguirà nel tempo.

Le recensioni meritano un discorso a parte. Google le considera uno dei segnali principali per il posizionamento nella Local Pack, e quest'ultima è una variabile su cui molti professionisti faticano ad agire in modo sistematico. Chiedere una recensione a un cliente soddisfatto non è una mancanza di professionalità: è una pratica normale, che qualunque attività ben gestita dovrebbe incorporare nel proprio processo di lavoro. La risposta alle recensioni, sia positive che negative, è altrettanto importante: dimostra che sei presente, che ascolti, e che ti prendi cura della tua reputazione pubblica.

Gli errori che vedo più spesso (e come evitarli)

Nei mesi scorsi ho avuto modo di andare ad analizzare le schede Google di decine di attività tra Foggia, Bari e la relativa provincia. Quello che emerge con più frequenza non sono errori tecnici complicati, ma sviste banali che costano clienti reali ogni settimana.

Il primo errore è avere il numero di telefono sbagliato o non aggiornato. Sembra impossibile, ma succede con una frequenza sorprendente: un'attività ha cambiato numero, ha aggiornato il sito ma si è dimenticata della scheda Google. Il cliente chiama, il numero non risponde o risponde qualcun altro, e si rivolge alla scheda successiva nella lista senza pensarci due volte.

Il secondo errore è non rispondere alle recensioni negative. Capisco che possa essere scomodo, ma ignorarle è peggio. Una risposta professionale, pacata e costruttiva a una critica mostra agli altri utenti che l'attività è seria e che gestisce i problemi anziché ignorarli. Dal punto di vista della SEO locale, rispondere alle recensioni è anche un segnale di attività che Google registra e premia nel posizionamento.

Il terzo errore è non sfruttare la funzione "Post di Google", ovvero la possibilità di pubblicare aggiornamenti, offerte o notizie direttamente nella scheda. Questa funzione è poco utilizzata dalle attività locali, il che significa che chi la usa si distingue con facilità dalla concorrenza. Un'offerta stagionale, la presentazione di un nuovo servizio, un evento aperto al pubblico: tutto questo può comparire nella scheda e intercettare chi sta già guardando la tua attività con intenzione di acquisto.

Quanto tempo richiede tenere la scheda aggiornata

Questa è la domanda che mi fanno più spesso, e la risposta è: meno di quanto pensi. Una volta impostata correttamente, la scheda Google non richiede un impegno quotidiano. Bastano trenta minuti al mese per rispondere alle recensioni, aggiornare eventuali variazioni di orario e pubblicare qualche post. Non è un lavoro da agenzia, è qualcosa che chiunque, con un po' di attenzione e costanza, può gestire in piena autonomia.

Detto questo, la fase di setup iniziale, ovvero quella in cui si compila ogni sezione in modo corretto, si scelgono le categorie giuste, si caricano le foto e si verifica la sede tramite il processo di Google, richiede un po' più di tempo e attenzione. È proprio in questa fase che ha senso farsi affiancare da qualcuno che conosca bene come funziona il sistema, per evitare di commettere errori che poi influenzano la visibilità per mesi senza che te ne accorga.

Il punto di partenza concreto per la tua attività

Se la tua attività non ha ancora una scheda Google verificata, il punto di partenza è cercare il tuo nome commerciale direttamente su Google. Se appare una scheda non verificata, devi rivendicarla tramite l'apposita procedura (che avviene via SMS, telefonata o cartolina postale a seconda dei casi e della categoria). Se non appare nulla, puoi crearla da zero su business.google.com.

Il processo di verifica richiede qualche giorno, ma una volta completato avrai il controllo completo sulla tua presenza nelle ricerche locali. Dunque, se hai uno studio a Brindisi o un'officina a Cerignola e non sei mai apparso nei risultati locali di Google, questo è il momento giusto per andare a correggere la situazione, dal momento che ogni giorno che passa senza una scheda ottimizzata è un giorno in cui potenziali clienti scelgono qualcun altro nella lista.

Se vuoi capire come impostare o ottimizzare la scheda della tua attività, o se preferisci che valutiamo insieme quello che hai già, puoi scrivermi direttamente tramite la pagina contatti. Rispondo entro 24 ore e, nei casi più semplici, posso darti indicazioni concrete già dalla prima conversazione. Se invece vuoi approfondire il quadro più ampio della SEO locale nel 2026, ho scritto un articolo dedicato a come cambia la ricerca con l'intelligenza artificiale che ti aiuta a capire il contesto in cui si inserisce la scheda Google e perché oggi conta più che mai.

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Antonio Tufo

Full-Stack Developer & Interaction Designer. Lavoro con startup e PMI italiane.

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